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Il 15 novembre 2023 è terminato il concorso “Viaggia in Sicurezza”. Se hai riscattato in tempo il codice, puoi accedere alla tua area personale e scaricare il voucher da presentare in officina per il check-up gratuito!

Il continuo evolversi della tecnologia e la varietà di modelli presenti sul mercato rende la formazione uno strumento fondamentale per permettere ai professionisti della Rete DediCar di operare su tutti i modelli di auto, sia nuove che usate, offrendo sempre un servizio di alto livello.
DediCar può contare su un programma di formazione completo e continuo grazie ad una grande azienda come Rhiag alle spalle, che mette a disposizione dei propri affiliati un programma di oltre 80 corsi all’anno.
Gli argomenti trattati approfondiscono le tematiche più complesse della manutenzione e della riparazione e affrontano le ultime novità tecnologiche, come l’ auto connessa, le auto elettriche, la guida autonoma e assistita.

Molti corsi si soffermano sui moderni sistemi di controllo delle emissioni inquinanti, sui cambi automatici, il cui parco circolante è in continua crescita, e sulle modalità di accesso ai sistemi dei costruttori tramite tecnologia Pass-Thru. Non mancano corsi che affrontano la tecnologia delle vetture ibride, elettriche e plug-in, senza dimenticare gli ultimi sistemi ADAS.

Se hai bisogno di un intervento specifico per la tua auto, attraverso la ricerca avanzata puoi trovare l’officina più vicina a te e, nella pagina di presentazione dell’officina, trovi sempre l’elenco degli interventi e dei servizi offerti.

I guasti avvengono quando meno te lo aspetti e alzi la mano chi non ha avuto bisogno del meccanico quando si trovava lontano da casa.
A chi affidarsi in questi casi? La risposta è facile: sempre alle Officine DediCar. Ovunque tu sia in Italia ritrovi il tuo meccanico di fiducia pronto ad aiutarti.

Inoltre la Garanzia di Rete DediCar è valida 2 anni dall’intervento effettuato e copre eventuali difetti di fabbricazione dei ricambi Rhiag di Qualità Originale ed è riconosciuta in tutte le Officine DediCar d’Italia. L’importante è conservare la ricevuta del lavoro effettuato!
In pratica se ti affidi ad una officina DediCar della tua città e successivamente la tua auto presenta un guasto al componente sostituito, dovuto ad un difetto di fabbricazione, puoi rivolgerti a qualsiasi struttura affiliata al network in tutta Italia per eseguire la sostituzione, presentando la ricevuta del lavoro effettuato.

E con le officine DediCar puoi viaggiare in tranquillità anche in Europa. In occasione delle promozioni stagionali, le officine rilasciano la polizza di assistenza stradale IMA ITALIA ASSISTANCE, valida per 6 mesi in tutta Europa, per essere coperti ovunque tu sia.

I freni sono il principale sistema di sicurezza dell’auto, un complesso di meccanismi che dalla sua invenzione agli inizia del 1900 ha subito innumerevoli innovazioni e ancora ne subirà con l’avvento delle nuove norme sui freni a bassa concentrazione di rame e la diffusione delle auto con frenata rigenerativa. Quello che non è cambiato nel tempo è l’incredibile lavoro svolto dal liquido freni. Ai freni ricorriamo prima di ogni altro comando se mentre guidiamo un ostacolo ci si presenta davanti, ma come emerge dall’indagine di SicurAUTO.it in collaborazione con le officine Rhiag A Posto è diffusa la convinzione che sia sempre l’auto ad avvertire quando è necessario fare manutenzione. Poiché non tutti sanno riconoscere i segnali di un sistema frenante poco efficiente, vediamo quali sono i problemi più frequenti e i consigli per guidare un’auto sempre in ordine e sicura.

LE PASTIGLIE DIVENTANO “LONG LIFE”

Avete mai fatto caso che nell’uso quotidiano dell’auto si ricorre al pedale dei freni per brevi istanti anche quando in realtà non dobbiamo fermarci, se ad esempio ci siamo distratti un attimo dalla strada o per guardare un’indicazione stradale col colpo d’occhio. In futuro i freni serviranno sempre meno, poiché i Costruttori di auto, soprattutto con i modelli elettrici e ibridi, hanno bisogno di recuperare quanta più energia possibile che finisce nelle batterie e basterà sollevare il pedale dell’acceleratore per ottenere una decelerazione molto più simile a un’autentica frenata. Se da un lato le pastiglie dei freni quindi si usureranno sempre meno, la sostituzione del liquido freni diventerà sempre più cruciale per la sicurezza di guida. Questo però vale a prescindere dall’alimentazione della vostra auto poiché mentre pastiglie e dischi usurati attirano l’attenzione con vibrazioni e fischi, i pericoli di un liquido freni vecchio si presentano all’improvviso e nelle frenate più intense.

I PROBLEMI DEL LIQUIDO FRENI

La sostituzione del liquido freni è un’operazione che andrebbe eseguita almeno ogni 3-4 anni o in base a quanto consigliato dal Costruttore, questo perché il corretto funzionamento del liquido che attiva le pastiglie istantaneamente è legato alla sua incomprimibilità. Significa che la pressione esercitata sul pedale viene totalmente trasferita al circuito frenante. La minaccia principale però viene dall’umidità che può insinuarsi col passare degli anni attraverso molti punti dell’impianto (guarnizioni, flessibili nella zona ruote, ecc). Quando il liquido freni (tipicamente di tipo DOT4 o 5.1) si inquina di acqua non ce ne accorgiamo poiché l’unico sistema di allerta dell’auto considera esclusivamente il livello di liquido dell’impianto. Capiamo che qualcosa non va quando premendo il pedale dopo diverse ore di guida (in particolare nel traffico intenso o nelle lunghe discese) la frenata sembra allungarsi sempre di più e bisogna applicare sempre più forza. Questo fenomeno si chiama “fading” cioè diminuzione della forza frenante per surriscaldamento e può essere accompagnata dal “vapour lock”. Vediamo cos c’entra con questi il liquido freni.

IL CALORE RISALE L’IMPIANTO FRENI

Il fading è un problema legato al surriscaldamento dei freni, quando il calore prodotto dall’attrito delle pastiglie contro il disco non viene dissipato adeguatamente. Una sfida che dura da decenni per i produttori di freni che negli anni 90 avevano trovato nel rame un valido sostituto alle fibre di amianto, dopo la scoperta dei pericoli per la salute dell’uomo. Dal 2021 però le pastiglie dei freni non dovranno più contenere rame (in alcuni stati USA è prevista una progressiva riduzione a meno del 5% in peso nelle pastiglie per auto), fino ad arrivare nel 2025 all’abolizione di questo metallo (meno di 0.5%) tra gli ingredienti per produrre freni. Al posto del rame i produttori di freni più noti stanno già impiegando altri mix (a base di solfiti o altri metalli) nelle pastiglie cosiddette “copper free” riservando particolare attenzione a bloccare il calore con bad termici e stress test delle nuove miscele “eco” sviluppate dai laboratori R&D.

IL PEDALE DIVENTA SPUGNOSO E LA FRENATA LUNGA

Se però le pastiglie non sono di ultima generazione e il liquido freni non è mai stato sostituito da anni, il rischio che si verifichi il vapour lock è molto alto. Il calore generato durante ripetute frenate risale l’impianto dalle ruote attraverso il circuito idraulico, fino ad arrivare al liquido frenante. Se il liquido contiene umidità (e quindi acqua) viene meno la sua incomprimibilità: risalendo lungo il circuito, il calore scalda il liquido e l’acqua (che non è incomprimibile) diventa vapore. Quando si preme il pedale dei freni con forza la risposta è spugnosa, cedevole e l’auto rallenta con difficoltà perché parte della forza applicata viene dispersa dalle bolle di vapore. Per prevenire questi rischi è sufficiente chiedere all’autoriparatore di fiducia ad ogni tagliando di fare un test di conduttività del liquido freni, per capire se è presente acqua nell’impianto e sostituirlo preventivamente alle scadenze consigliate dal Costruttore.

Per la cura della propria auto si fa affidamento senza remore alla voce esperta del proprio meccanico di fiducia. Ma nei primi due anni di vita dell’auto si tende a rivolgersi alle officine della Casa Madre per timore di perdere la Garanzia del Costruttore. Il motivo è sicuramente legato al fatto che non tutti conoscono la Direttiva Monti che equipara la validità del tagliando di manutenzione delle officine indipendenti a quello della rete di assistenza ufficiale del Costruttore.

Di cosa tratta e come funziona la Legge Monti – new Ber?

La Direttiva Monti è stata introdotta nel 2003 dal Regolamento Comunitario (CE) n.1400/2002 per liberalizzare la corretta manutenzione delle auto definendo due punti: le caratteristiche dei ricambi originali o equivalenti che devono essere impiegati nella manutenzione e le modalità con cui un automobilista può reclamare la Garanzia legale del Costruttore. La Commissione europea ha infatti stabilito che per ricambi originali “si intendono i pezzi di ricambio la cui qualità è la stessa di quella dei componenti usati per l’assemblaggio dell’autoveicolo e che sono fabbricati secondo le specifiche tecniche e gli standard di produzione forniti dal costruttore per la produzione di componenti o pezzi di ricambio dell’autoveicolo in questione, ivi compresi i pezzi di ricambio prodotti sulla medesima linea di produzione di detti componenti”.

Spesso si tende a confondere la differenza tra i ricambi originali, impiegati sulla linea di produzione delle auto e presso le reti di assistenza ufficiali, e i ricambi equivalenti. L’idea erronea è che i Costruttori di auto producono i loro ricambi, mentre la realtà è che spesso la differenza tra ricambi originali ed equivalenti è inesistente o minima poiché si tratta di due prodotti identici che escono dalla stessa fabbrica o che assolvono alla stessa funzione ma con packaging diverso e spesso anche costi finali diversi al consumatore.

La Legge Monti specifica che le officine che eseguono operazioni di manutenzione durante il periodo di garanzia, seguano il piano di manutenzione programmato dal Costruttore. L’automobilista deve conservare la ricevuta fiscale che riporti il dettaglio degli interventi effettuati e i codici identificativi dei ricambi che l’officina ha impiegato per fare il tagliando.

Per questo è importante affidarsi ad officine che possono garantire l’accesso alle schede di manutenzione e alle informazioni tecniche per tutti i modelli in circolazione come la Rete di officine DediCar.

La frizione è un complesso sistema che permette la trasmissione di potenza tra il motore e la scatola del cambio e attraverso i differenti rapporti di marcia trasmette la potenza e la velocità.

Il tipo di veicolo e lo stile di guida determinano la durata di vita della frizione, solitamente l’usura è minima se viene utilizzata correttamente, ma varia notevolmente a seconda del tipo di veicolo. Oltre alle abitudini di guida, la sua maggiore usura può essere determinata anche dalle strade che solitamente si percorrono. Per esempio, se si è soliti guidare su percorsi in forte pendenza, l’uso della frizione è sicuramente più prolungato.
Stabilire la durata media della frizione è pertanto molto difficile ma ci sono alcuni sintomi che ci aiutano a identificarne lo stato di usura.

Il primo sintomo che possiamo citare è lo “slittamento” della frizione: il motore aumenta di giri, ma non la sua velocità. Una delle verifiche che il conducente può fare, è quello di mollare molto lentamente la frizione dopo l’accensione del veicolo. Se il motore si spegnerà troppo presto, senza che questa abbia finito la propria corsa, allora significa che è notevolmente usurata.

La difficoltà ad inserire la marcia è un altro segnale di una probabile usura del disco del sistema; se la difficoltà la si incontra quando si prova ad inserire la marcia, allora è probabile che oltre al disco abbia delle anomalie anche lo spingidisco.
Altri indizi sono lo scarso rendimento in salita, un rumore metallico proveniente dal cuscinetto che sparisce solitamente quando si preme il pedale, e “strappi” durante le partenze da fermi.

La frizione delle auto con cambio automatico godono di maggior longevità, infatti grazie al funzionamento automatico, senza nessuna interferenza da parte del conducente, queste trasmissioni possono durare fino ai 300.000 km e raramente hanno bisogno di essere sostituite.
Nel caso del cambio meccanico la situazione è diversa: la durata è tra 60.000 e 200.000 km. Questa notevole differenza evidenzia quanto lo stile di guida sia importante per prolungare la durata della frizione.

Ecco allora qualche accorgimento da prendere per fare un buon uso della frizione:

  • non tenerla premuta quando non necessario, o per troppo tempo;
  • tenere la macchina in folle al semaforo, piuttosto che con la prima marcia inserita e la frizione abbassata;
  • premere a fondo;
  • non esercitare tensione sul cambio mentre parcheggiate;
  • evitare di tenere anche solamente appoggiato il piede sul pedale può limitare l’usura del reggispinta;
  • cambiare l’olio ogni due anni.

Brand consigliati: MAPA, VALEO, NIPPARTS, SACHS

Se la batteria è il cuore dell’auto, il cervello delle vetture di ultima generazione è sicuramente la centralina elettrica.

Nelle auto prodotte e distribuite sul mercato negli ultimi 10/20 anni non è solo la meccanica a determinare il funzionamento del motore e di tutte le principali componenti dell’auto ma, in maniera sempre più capillare, sono regolate dalla centralina. L’elettronica e la meccanica sono legate e corresponsabili del funzionamento del motore e di tanti altri componenti dell’auto.

Non per niente oggi si parla di meccatronici, non più di meccanici, come gli esperti della manutenzione auto.

Ma cos’è la centralina e come funziona?
Altro non è che un piccolo computer che, grazie a una serie di sensori distribuiti all’interno delle componenti meccaniche, controlla il funzionamento del veicolo.
La centralina motore, ad esempio, tiene sotto controllo la velocità di marcia, quanti giri al minuto esegue il motore, qual è la temperatura interna del motore ed esterna dell’auto e molte altre informazioni che riguardano l’afflusso di carburante.
I sensori collegati alla centralina inviano una grande mole di dati in tempo reale e tutti questi parametri vengono elaborati per stabilire se il motore funziona correttamente o no.

Dovendo soprassedere a una quantità di funzioni così importanti, la centralina merita un’attenta manutenzione periodica.
La diagnosi elettronica è lo strumento per individuare se l’origine di un problema parte proprio da quel computer centrale o se la causa da ricercare è un’altra.

La diagnosi computerizzata permette di individuare eventuali problemi nella gestione dell’iniezione del carburante, per testare il corretto funzionamento di tutti i sensori presenti sull’auto ma è anche utile per controllare le statistiche sull’efficienza del veicolo. Attraverso la diagnosi si può stabilire se è necessario effettuare una rimappatura completa della centralina, qualora non dovesse più funzionare secondo i parametri di fabbrica.

La diagnosi elettronica compie anche un’altra funzione, quella della memoria della vettura. Ci permette di ripercorrere la storia dell’auto, valutandone a medio e lungo termine l’efficienza, i problemi che ha fronteggiato e provando a prevenirli in futuro, o a intervenire prima che possano causare danni drastici.

Ricordati quindi di chiedere al tuo autoriparatore di fiducia un’analisi del sistema, per stabilire con certezza l’origine e l’entità di un malfunzionamento.

La cinghia di distribuzione è l’elemento che unisce l’albero motore con l’albero a camme, che permette il movimento delle valvole, ed è responsabile del moto del veicolo.
Grazie alla sua composizione, materiale gommoso ed elastico e parti in acciaio di rinforzo, riesce a sostenere gli sforzi e le sollecitazioni meccaniche a cui è sottoposta.

La rottura della cinghia di distribuzione comporta l’arresto immediato del veicolo e danni gravi e a volte irreversibili al motore.
I primi componenti a subire danneggiamenti sono le bielle, i pistoni e le valvole. Questo perché rompendosi, la cinghia provoca la sfasatura o il disallineamento dei due alberi connessi, con risultati spesso irreparabili.
Insieme alla cinghia di distribuzione dovranno essere cambiati anche il tendicinghia e le parti che solitamente si usurano col passare del tempo, e quasi sempre anche la pompa dell’acqua.

Se il funzionamento della cinghia di distribuzione è così importante come si può provvedere ad una corretta manutenzione e quando è necessario farla controllare?

Nei libretti di manutenzione della vettura forniti dalle case auto, viene indicata la durata della cinghia che dipende dalla quantità e della modalità dei chilometri percorsi oppure dal tempo trascorso. Considerando i chilometri effettuati, dovresti sostituire la cinghia di distribuzione secondo le indicazioni che ogni casa madre specifica. Dal punto di vista del tempo invece, la cinghia dovrebbe essere cambiata tra i 6 e i 10 anni di vita del veicolo, perché le parti in gomma ed elastiche non usurate possono comunque indurirsi e perdere efficienza.

Un altro fattore è la condizione ambientale nella quale si trova il veicolo nel corso della sua vita. Una vettura utilizzata prevalentemente in città e abituata a fare pochi viaggi lunghi avrà bisogno di sostituire la cinghia meno spesso di quelle auto che invece eseguono lunghe percorrenze su strade extraurbane.

La regola generale che si può applicare è controllare periodicamente la cinghia di distribuzione e portare la vettura in officina per un controllo almeno ogni 30.000 km di percorrenza, oppure ogni due anni.

Brand consigliati: Rhiag, Contitech

Lo sapevi che la causa principale dei guasti in una vettura è il cattivo funzionamento della batteria?

La batteria è come il cuore dell’auto, è la riserva di energia capace di approvvigionare tutti i sistemi elettrici ed elettronici che nelle macchine moderne sono moltissimi.

Ci sono fattori ben precisi che condizionano lo stato della batteria. Il freddo e il caldo intenso, dunque le temperature estreme, sono da evitare ma anche lasciare la vettura ferma per lunghi periodi. Alcuni strumenti di bordo, come il navigatore, continuano a consumare energia, portando la batteria all’esaurimento, in modo ancora più rapido se l’auto è vecchia e se si è in presenza di temperature basse.

Inoltre, un utilizzo ridotto e irregolare del mezzo non permette la ricarica completa della batteria. Per questo sarebbe buona norma usare l’auto almeno una volta alla settimana per 10 minuti, in modo da riportare la carica al livello previsto e ad intervalli regolari.

Va anche limitato l’uso di dispositivi a motore spento, come radio, luci e sistema di ventilazione.

Infine è consigliato controllare periodicamente che non vi siano in atto fenomeni di solfatazione o corrosione, che portano inevitabilmente al rischio che la batteria si scarichi.
Qualora fosse necessaria la sostituzione, è sempre meglio rivolgersi a personale specializzato per evitare problemi con la rete di bordo e con gli altri componenti elettrici dell’auto.

I fari e i tergicristalli hanno una funzione tanto semplice quanto fondamentale: garantire una visibilità ottimale e viaggiare in sicurezza.
Negli anni si sono evoluti e trasformati insieme alla tecnologia delle macchine, vediamo allora alcuni consigli per allungarne la vita.

Le spazzole tergicristallo hanno il compito principale di rimuovere l’acqua piovana e lo sporco dal parabrezza, è consigliato quindi pulire il parabrezza a mano almeno una volta alla settimana e rinfrescare la gomma del profilo a contatto con il vetro. Questo semplice gesto è un’operazione che richiede poco tempo ma garantisce la qualità di tergitura e diminuisce il rischio danneggiamenti del gommino.

Un occhio e un orecchio attento aiuta a mantenere il corretto funzionamento delle spazzole. Basta stare attenti ai segnali di usura facilmente riscontrabili. Come il rumore del tergicristallo che di solito preannuncia che la spazzola inizierà a saltellare di lì a poco.

Fondamentale è mantenere pulite le spazzole, ciò permette la corretta pulizia del vetro. Se compaiono delle striature circolari sul parabrezza la causa è la presenza di un piccolo corpuscolo, come un ago di pino, incastrato sotto la spazzola. Il tergente, non essendo a contatto con il vetro in quel punto, disegna degli archi di acqua come se fosse un compasso.

Se il vetro sembra sporco di olio la ragione può essere la presenza di cere o di prodotti lucidanti, soprattutto dopo un passaggio in autolavaggio o in carrozzeria, che inibiscono l’azione del tergente. I tergicristalli rimuovono la maggiore quantità di acqua ma scivolano su un film sottile di acqua che crea quei fastidiosi aloni cerosi. Con detergente, panno e olio di gomito le spazzole tornano come nuove se il profilo del tergente è ancora in buono stato.

Nei casi in cui una pulizia del gommino tergente non sia sufficiente a ripristinare una buona pulizia del parabrezza non resta molto altro da fare che sostituirli. L’operazione, consigliata almeno una volta l’anno o quando si presentano problemi, si può fare anche in fai da te per le spazzole anteriori mentre per quella posteriore del lunotto potrebbe essere necessario richiedere l’aiuto di un esperto.

Per quanto riguarda le luci, le auto hanno subito un’innovazione tecnologica negli ultimi 20 anni, tra luci alogene, ad incandescenza, allo Xenon e a led, sostituire una lampadina bruciata in fai da te non è sempre semplice. Dall’individuazione della corretta lampadina, al poco spazio a disposizione dietro al faro e delle procedure previste dal Costruttore dell’auto è meglio affidarsi ad un esperto, soprattutto per le lampade allo Xenon, dove le tensioni di alimentazione superano i 20.000V in fase di accensione.

Per aumentare la vita delle lampadine alogene può essere molto utile seguire alcuni consigli.
Innanzitutto è bene spegnere i fari prima di avviare il motore perché quando si avvia con i fari accesi le lampadine subiscono sbalzi di tensione che nel tempo riducono le ore effettive di funzionamento. Inoltre, un trucco che non tutti conoscono per prolungare la vita delle lampadine è quello di accompagnare il cofano motore da circa 15-20 cm anziché lasciarlo in caduta libera quando bisogna chiuderlo. In questo modo si risparmierà al filamento delle lampade, che ha un diametro grossomodo quanto un capello, uno stress inutile che a lungo andare vi costringerà a cambiare in anticipo le lampadine dei fari.

Brand consigliati: SWF, Narva, Platinum, ERA

Quando si parla di sicurezza su strada il sistema frenante è il primo che viene chiamato in causa. Perché venga garantita la frenata del mezzo nel minor tempo possibile e mantenuta la forza frenante costante con il passare dei chilometri, tutti i componenti devono essere mantenuti in perfetta efficacia: dischi, pastiglie, attuatori ed elettronica.

I dischi e le pastiglie vengono sempre controllati ad ogni tagliando programmato dal Costruttore ma, se si percepisce un’anomalia del sistema frenante si deve immediatamente far controllare l’impianto da mani esperte. Pertanto è importante fare attenzione ad alcuni segnali: dalla spia nel cruscotto di “anomalia freni” e alla rumorosità durante la frenata, alle vibrazioni in frenata lunga e l’eccessivo surriscaldamento dell’impianto.

È importante sapere che il controllo delle pastiglie freno della vettura sarebbe bene effettuarlo ogni 15.000 km, sebbene sia un dato che varia molto a seconda del tipo di uso dell’auto, del peso e della tipologia di percorso effettuato (autostrada o montagna).
Ugualmente l’usura dei dischi freno segue le medesime variabili, ma in media ogni 30.000 km è buona norma prevedere di effettuare un controllo. E nel momento in cui si sostituiscono le pastiglie freno, è sempre consigliato far controllare lo spessore (minimo th) dei dischi. Ricordati che ogni due cambi di pastiglie è preferibile provvedere alla sostituzione dei dischi freno.

Altro elemento importante per l’efficienza del sistema frenante è l’olio dei freni che andrebbe sostituito ogni due anni, e dopo la sostituzione, ricordati di effettuare 200 o 300 km di rodaggio con frenate dolci.

Il climatizzatore è ormai un accessorio diventato indispensabile per la propria vettura, per i passeggeri è garanzia di comfort e di sicurezza su strada.

E per mantenere il corretto funzionamento e l’efficienza dell’impianto, una manutenzione periodica è necessaria. Vediamola insieme!

I controlli periodici

È buona norma verificare ogni anno le pressioni di funzionamento, ogni due anni la quantità di gas presente nel circuito, senza dimenticare una verifica ricorrente della cinghia comando compressore.

La sostituzione periodica dei filtri ne garantisce l’efficienza. È sempre consigliato seguire il piano di manutenzione ufficiale della Casa Auto e sostituire il filtro abitacolo e il filtro disidratatore nei tempi indicati.

Inoltre, la pulizia del condensatore favorisce lo scambio termico e la disinfezione dell’evaporatore previene la formazione di odori sgradevoli ed elimina muffe e batteri.